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Crocchette grain-free e cardiopatia nel cane: cosa sappiamo davvero

Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione per un possibile legame tra alcune diete grain-free (senza cereali) e l’aumento di casi di cardiomiopatia dilatativa (DCM) nei cani. La discussione è accesa: da un lato segnalazioni cliniche e primi studi sperimentali; dall’altro la necessità di prove più solide che chiariscano se e come certi profili nutrizionali possano contribuire alla malattia.

Che cos’è la DCM

La cardiomiopatia dilatativa è una malattia del muscolo cardiaco in cui le camere del cuore si dilatano e la contrattilità diminuisce. Questo porta a una riduzione della capacità di pompa, possibili aritmie e scompenso. Alcune razze sono predisposte, ma negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di forme sospette associate alla dieta in cani non predisposti.

Cosa dice la FDA

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha avviato dal 2018 un’indagine sul possibile legame tra alcune diete – spesso grain-free e con legumi o patate tra i primi ingredienti – e i casi di DCM segnalati. L’indagine è ancora in corso e non è stata stabilita una causalità unica e definitiva. È probabile che il fenomeno sia complesso e multifattoriale, coinvolgendo ingredienti, processi produttivi, profilo aminoacidico e suscettibilità individuale del cane.

👉 Report FDA 2019

Gli studi disponibili

Studio sperimentale

Uno studio condotto su Labrador alimentati per 30 giorni con diete grain-free ad alto contenuto di legumi ha evidenziato alterazioni simili a quelle osservate in cani con DCM sospetta: riduzione dei globuli rossi, variazioni del metabolismo della taurina, aumento temporaneo dei livelli plasmatici e diminuzione marcata dell’escrezione urinaria.👉 BMC Veterinary Research, 2022Revisione clinica

👉 BMC Veterinary Research, 2022

Revisione clinica

Una revisione pubblicata nel 2018 ha raccolto segnalazioni di casi di DCM in cani alimentati con diete non tradizionali, spesso grain-free. Sono stati proposti diversi possibili meccanismi, tra cui squilibri legati alla taurina, ai precursori solforati, a fattori antinutrizionali dei legumi e al ruolo delle fibre sul microbiota intestinale.

👉 Journal of the American Veterinary Medical Association, 2018

Cosa significa

  • Non tutte le diete grain-free sono uguali: la preoccupazione riguarda soprattutto quelle con un alto contenuto di legumi o patate ai primi posti della lista ingredienti.
  • Importante è la formulazione complessiva del cibo commerciale: più che l’assenza di cereali in sé, sono importanti il bilanciamento degli aminoacidi, la digeribilità e la presenza di nutrienti chiave come la taurina.
  • Ogni cane è diverso: razza, età, stile di vita, condizioni pregresse e soggetti predisposti o già sintomatici influenzano il rischio.

La ricerca è ancora in corso e non permette di trarre conclusioni definitive. In ogni caso, i dati attuali suggeriscono di prestare attenzione a formulazioni grain-free con elevati tenori di legumi e patate, soprattutto in cani esposti a queste diete da lungo tempo. La cosa più importante è affidarsi ad un professionista e valutare insieme la strategia nutrizionale più sicura e adatta a quel singolo animale.

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